Demoni e diavoli fotografie fantastiche |
di Michelangelo Rossato |
Fotografie artistiche magiche e fantastiche di demoni e diavoli
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"Prima della nascita, l'anima di ciascuno di noi sceglie un'immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro.
Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino". J. Hillman, Il codice dell'anima Un daimon costituisce un'entità separata dalla persona, nonostante ne faccia parte. I daimon possono toccarne altri, e ogni persona può toccare il proprio daimon, ma per un umano toccare il daimon di un'altra persona rappresenta un tabù inviolabile.
Essi esistono solo sul piano spirituale. Il daimon di un bambino non ha una forma fissa, e cambia a seconda dell'umore e delle circostanze, ma quando un ragazzo raggiunge la maturità il suo daimon assume una forma che riflette la personalità della persona. Questo concetto si può ritrovare nella credenza greco-romana dei "famigli". Ascoltiamo direttamente Platone: "Non sarà il dèmone a scegliere voi, ma voi il dèmone [...]. La virtù non ha padroni; quanto più ciascuno di voi la onora, tanto più ne avrà; quanto meno la onora, tanto meno ne avrà. La responsabilità, pertanto, è di chi sceglie. Il dio non ne ha colpa".
Questo daimon, che possiamo chiamare anche "genio", componente ineludibile
del nostro io, a volte può essere perso di vista, non coltivato, accantonato,
ma prima o poi tornerà per possederci totalmente, per definire la nostra immagine,
per far emergere quello che chiamiamo il "me". Di solito una persona ed il proprio
daimon devono stare entro una breve distanza l'uno dall'altro. Ad eccezione
del caso delle streghe, che possono allontanarsi anche di molte miglia dai loro
daimon, ma la separazione forzata di una persona comune dal proprio daimon causa
la morte della persona.