IL CANTO DI LOTO
Kim raccolse un bocciolo di loto, aspirò il suo gentile profumo.
I suoi occhi si socchiusero al pensiero di tenere la sua amata fra le braccia,
le sue labbra d'ambrosia gustare del nettare di baci.
Il suo cuore godeva la beatitudine della pace e la felicità dell'amore. Aprì
gli occhi: i fiori ondeggiavano alla brezza gentile, ma il suo era un triste
sentire, del vento che lontano portava il suo desiderio d'amore della sua amata
nel regno del sogno.
La dama del lago, creatura incantevole, nel sogno la vide come visione fugace
in un giorno di festa, Padmadevi la donna di loto, andò a bagnarsi nel lago
del tempio: chiamò tutte le sue compagne e quelle le vennero attorno come un
giardino fiorito. Tutte si misero a danzare assieme a quel fiore.. Parve allora,
che un loto fiorisse in mezzo alle ninfee, mentre il loro profumo, fragrante
e delizioso, avvinceva schiere di musici celesti.
Il sorriso di luce, della fanciulla del lago, brillava. I suoi denti erano folgori;
la voce quella di un cuculo.
Al posto delle sopracciglia aveva arcobaleni presi al cielo.
Il naso ornato da un artefice ignoto, al quale si vorrebbe offrire ogni fiore
che sboccia. Le labbra rosse come i raggi del sole dell'alba. I suoi occhi cacciatori
e le sue sopracciglia come archi, scagliano frecce affilate sulle cote. Chi
ascoltava quella voce di cuculo, prima trovava la pace, ma poi diventava folle
per la passione d'amore.
Incantato dalle sue forme, il lago cominciò a gonfiarsi dal profondo, e col
pretesto di toccarle i piedi, cominciò a inviare verso di lei le proprie onde.
A quella vista il giovane s'innamorò della donna di loto.
La fanciulla alzò la testa, vide Kim "l'intoccabile" e i loro occhi catturarono
ciascuno il cuore dell'altro.
Il maestro era preoccupato per il suo caro discepolo, Kim l'intoccabile.
Lo guardava camminare lentamente col volto solcato e depresso, dai gesti spenti,
nel suo mondo illusorio viveva, in cui nessun altro esisteva. Tranne il suo
amore Padmadevi la donna di loto, la fanciulla del lago. Kim senza speranze
era, quale intoccabile. Ai fuoricasta avevano alzato una barriera permanente,
discriminante sociale, che gli intoccabili non potevano valicare, per loro la
barriera era alta e insormontabile e non se ne parlava neppure.
Tuttavia Kim l'aveva oltrepassata nel sogno, senza accorgersene.
Aveva superato il confine invisibile dei senza regno.