Quel naso seducente è tenero come un bocciolo di sesamo: tutti
i fiori più profumati sperano di essere tratti accanto a lei solo per essere
annusati.
Le sue labbra piene di succo d'ambrosia sono di un colore acceso, ogni volta
che parla, spargono petali; se invece sorride, il bagliore del diamante supera
anche i lustri dei coralli delle sue labbra: ma nessuno sa per chi sia sbocciato
quel loto, né quale ape potrà mai coglierne il succo.
La sua lingua che pronuncia suoni pieni di succo, sono canti d'ambrosia, al
cui ascolto l'anima si infiamma. E' una voce che ne flauto ne liuto possono
eguagliare, pronuncia parole piene del liquore d'amore, e chi le ascolta s'inebria,
ha il capogiro, barcolla. Possiede la conoscenza dei mantra e dei tantra. Le
orecchie sono due gusci di madreperla cosparse di stelle delle pleiadi che loro
fanno da ornamento. Il suo collo simile a uno stelo di loto, a chi vorrà mai
congiungerlo. Chiunque voglia unirsi ad esso come una ghirlanda, assieme alla
collana di perle che già vi risplende dovrà rendere tutta la propria vita una
pratica d'ascesi.Impreziosite da bracciali, braccialetti e ornamenti, le sue
belle braccia ciondolano con gesti leggiadri: pare una danzatrice che vada sfoggiando
le proprie movenze, perché appena fa dondolare le braccia rapisce ogni cuore.
I seni sono coppe di giada che si drizzano alle lusinghe. Le sue trecce in lunghi
capelli di turchesi ornate, paiono serpenti che la risalgono sinuosi. Il suo
ombelico pare girare come un profondo vortice del mare.
Molti per lei, si sono gettati, roteando, in quei gorghi, ma non potendo ugualmente
raggiungerla, sono finiti nel cielo. E' come l'impronta di una cerbiatta in
un bosco di sandalo: chi potrà possederla e godere di lei? Chi si è purificato
per lei con l'ascesi, fra i monti coperti di neve? Chi è tanto fortunato da
averla nel proprio destino? Vero ornamento dei fianchi i suoi vellutati glutei.
E che dire delle sue sensuali gambe e dei suoi preziosi piedi?
Chi dunque avrà tanta fortuna, da porseli sul capo?"
Dopo aver detto questo Kim cadde ancora svenuto come se avesse preso un colpo
di sole.
Nessuno conosce lo strazio della ferita d'amore.
Quando Kim si destò, Losang Trasci, era ancora seduto nella posizione del loto.
L'uomo e il saggio viaggiarono lentamente verso la città e i villaggi delle
terre lontane.
Sull'orizzonte si alzava la grande capitale dove sorgeva il palazzo reale circondato
dalle alte dimore dei ministri, avanzarono sempre più veloci verso le montagne
che segnavano i confini del regno, verso il palazzo della principessa sua amata.
Quando cadde la notte, Kim e il saggio maestro arrivarono in un piccolo villaggio
non lontano dal palazzo del re e della principessa Padmadevi.
Losang additò una piccola casa e disse a Kim di bussare chiedendo ospitalità
per la notte.
"Siamo devoti della Madre divina in pellegrinaggio."
Disse all'anziana signora che venne ad aprire: "Le saremmo grati se volesse
darci un posto dove dormire in questa fredda notte."
L'anziana donna era gentile, sempre pronta ad offrire calore e cibo ai visitatori.
Pose sul fuoco altra legna e un bricco per il tè. Fra parole cortesi ed ospitali,
si venne a sapere che sua figlia, Prema , era una delle ancelle del palazzo
del re, e che l'anziana signora di nome Nara, spesso si recava a visitarla e
Padmadevi lei conosceva. Kim la guardò con meraviglia, mentre Losang Trasci
sorridendo le chiese:
" Il mio amico ed io saremmo lieti di offrire uno speciale fiore di carta alla
principessa, potreste portarglielo in dono?"