Nara naturalmente consentì: sapeva che i fiori erano la passione di Padmadevi, sia che venissero creati dalla madre natura o dalla mano dell'uomo. Quando sorse il mattino il fiore era già fatto, era come uno splendido loto.
Nara partì, col bel fiore racchiuso in una piccola scatola di vetro, per recarsi al palazzo del re. L'anziana signora fu accolta dalla figlia e condotta alle stanze private di Padmadevi.
La meravigliosa fanciulla triste lei era, continuamente pensava all'uomo che amava, e al giorno di primavera in cui i suoi sogni si erano fatti realtà sulla riva del lago del tempio di Sarasvati.
Pensava alla crudele decisione del padre di darla in sposa al principe di un regno vicino, senza ascoltare la di lei volontà, portando la morte a un amore sbocciato come fiore di primavera e distruggendo le sue speranze di unirsi all'amato dalla gemma turchese.
Quando Nara l'anziana signora, le offrì la scatola di vetro col fiore di carta, i suoi occhi di loto brillarono come stelle nel cielo notturno. Poi Nara spiegò come due pellegrini di nobile aspetto fossero giunti di notte, con quel fiore di loto che a lei offrivano in dono. Un sorriso di luce illuminò L'altare d'amore della silente e segreta unione del cuore. Poi rise all'anziana signora e ascoltò con profonda attenzione quando Nara descrisse il giovane asceta e il vecchio saggio.
Padmadevi tolse il fiore di carta dalla scatola di vetro. E mentre il loto in mano lei aveva, i delicati petali si aprirono come un rotolo, lo stelo e i petali divennero improvvisamente una cosa sola, ed ecco il fiore era scomparso e al suo posto la fanciulla si trovò in mano un foglio di carta coperto di una bellissima scrittura. E lesse le dolci parole:
"Il mio amore è eterno e presto conquisteremo la felicità.
Dipende da te aiutarmi mentre lottiamo per realizzare la nostra unione d'amore."
Leggere quelle parole d'amore fu per la donna di loto come danzare sull'arcobaleno in una pioggia di fiori. Il suo amato stava arrivando, ora essa doveva incontrarlo in segreto.
Un messaggio d'amore per lui affidò alla cara e vecchia signora.
Ma a causa delle molte spie di palazzo, dove ogni parete aveva occhi ed orecchie, il messaggio fu intercettato, e al re fu portato. Il re ascoltò il messaggio che gli veniva letto, e in cuor suo irretito, ruggendo, montò sul proprio trono, con le orecchie drizzate e gli occhi sbarrati, nell'udire della figlia il suo segreto e sconosciuto amore.
"…ormai il mio oro ha bisogno del fondente: ma solo la pietra più pura vi verrà incastonata, quando sono venuta a quel tempio del lago col cuore pieno d'innocenza, tu non hai saputo prendermi, e stringere il nostro nodo nuziale. Invece appena hai visto i miei occhi, sei svenuto, e io, che avevo vergogna delle mie amiche, che avrei potuto dirti?
Ormai puoi avvicinarmi solo salendo fino al cielo, come fa il sole. Per questo sali svelto e ghermisci la luna come fa il demone dell'eclissi. E però, anch'io sono innamorata di te: la lettera dell'amata è quasi un incontro. Perciò, se vuoi il mio amore raggiungere, fai come l'ape e non guardare la spina; quando un fiore sboccia, l'ape giunge senza bisogno d'invito. Sì il pescatore di perle, e tuffati nel mare per afferrarmi. Infiammati per me come uno stoppino di lucerna. Si come il sole per il loto del lago, perché io stessa sono tutto questo per te. Raggiungimi presto, perché desidero farti perfetto.
Vieni da me mio signore. Nel mio cuore ho allestito un trono per te. E tu ora sei il mio sovrano in questo mondo e nell'altro. Se vivremo, godremo insieme i piaceri dell'amore; se moriremo, da due diverremo uno. Non accada nulla alla tua vita, che non accada alla mia.
Padmadevi il tuo fiore di loto."

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