Kim arso dalla pena della lontananza dalla sua amata, s'era
ridotto ad un cumulo di cenere:
piegato dal Dio dell'amore, cadde svenuto, come privo di vita, poichè aveva
donato la vita all'amata si assorbì nelle arterie pingala
e susumna,
e il suo sguardo immobile cominciò a contemplare l'estasi della vacuità.
Infine si perse, come una goccia che si unisca all'oceano di beatitudine.
Losang Trasci si limitò a sorridere col suo sorriso che tutto sapeva;
"Discepolo devi metterti al più presto in cammino, come il sole adesso và dove
tramonta il giorno, perchè là avrai la tua luna. Non preoccuparti per la tua
amata, perchè va tutto per il meglio."
Nuove speranze accesero la fiamma di vita di Kim, che riprese fede nel vecchio
maestro.
E la speranza si fece certezza quando il saggio Losang cominciò a rivelare il
senso dei gesti di Padmadevi. La fanciulla di loto disse:
"...non poteva rispondere apertamente al messaggio ricevuto, a causa delle spie
di palazzo, dove ogni lingua avrebbe mormorato tutto all'orecchio del re. Anche
un messaggio ricevuto, sarebbe stato intercettato, e così doveva essere cauta.
Il lato dipinto di nero del volto di Padmadevi significa che tu dovrai vestire
abiti neri e andare da lei di notte."
Non mancava di sorridere Losang al caro discepolo.
"Il lato bianco significa che ancora ti ama. Ha guardato la finestra occidentale
perchè da quella finestra devi andare ad incontrarla, e lo specchio significa
che devi andarvi quando la luna è alta nel cielo."
"Ma la treccia, la treccia cosa significa?"
"Ah, sì!" replicò Losang
"...l'unica treccia sulla fronte significa che devi andare al palazzo da solo."
Kim di nero vestito, col cuore colmo d'amore salutò il maestro prezioso, ma
Losang Trasci altre istruzioni aveva da dare al suo pupillo. Il saggio spiegò
che il solo fatto di rivedere la sua amata non avrebbe risolto il problema della
loro unione d'amore, e della collera del re.
Kim aveva ancora molto da fare per realizzare il suo sogno d'amore, e ogni istruzione
doveva essere eseguita con precisione, se la coppia voleva godere della felicità.
Kim doveva corteggiare la sua donna di loto, offrirle del vino e farla felice,
libera da ogni pena, ma nello stesso tempo doveva rimanere lucido di mente e
nella presenza ricordare le istruzioni. Losang diede un piccolo tridente a Kim,
che era assai sorpreso dalle strane indicazioni ricevute; ma aveva fede nel
suo maestro.
Promise di seguire esattamente ogni istruzione, e preso il piccolo tridente
nella notte si allontanò come una sola ombra lungo i muri delle eleganti dimore
dei ricchi che mangiano troppo. Arrivato alla finestra occidentale del palazzo
reale, come un ladro notturno del cuore, sull'edera, si arrampicò.
La principessa era là come la luna piena e risplendeva, non più un sogno ma
una realtà.
La luna, infine guardò, e scorse quel sole: all'istante, dal suo corpo proruppero
le sette manifestazioni dell'amore: i suoi occhi, ebbri del liquore di quella
visione, e le sue labbra, rosse del succo della passione, si riempirono di gioia;
il suo volto sul quale si posava lo splendore di quel sole, e il suo cuore,
che non si poteva contenere nel corsetto, esultarono; infine gioirono anche
i suoi fianchi, perchè al più presto un amante se ne sarebbe impadronito.
Kim si diresse verso la camera da letto tremando alla vista di Padmadevi, lei
era in un giaciglio tempestato dalle nove specie di pietre preziose: sui pilastri
del letto erano scolpite figure che parevano vive e pronte a servirla, c'era
quella che teneva una coppa di pasta di sandalo e quella che stringeva un cofanetto
di cinabro: una porgeva petali di fiori come nell'atto di spargerli sul corpo:
un'altra portava una boccetta d' unguento profumato, erano tutte disposte in
fila, ai quattro lati e in mezzo a loro vi era Padmadevi simile a una Dea sul
letto dell'oceano di beatitudine divina.