"Mia amata, mio amore solo per te ho lasciato i piaceri delle
generose fanciulle: da quando questa passione mi è entrata nel petto, la mia
mente e il mio cuore hanno dimenticato ogni altra cosa. Mia signora, donna di
loto, per te sono diventato un'asceta. Io ti ho cercato come un'ape, e quando
sono giunto ho lasciato trafiggere la mia vita dalle tue spine: chi muore per
unirsi all'amata, come può morire un'altra volta? Dov'è la morte per chi vive
dopo essere morto? Chi assapora il miele dell'unione diventa immortale: quando
giunge fino al loto, dopo tante sofferenze e tante speranze, l'ape gli si offre
in sacrificio, ed esso le dona con gioia il proprio profumo."
"La lode che viene dalla propria bocca non dà nessuna gloria; vorresti sembrare
un'ape in punto di morte, che corre a cogliere il profumo di michelia, ma non
sei che un mendicante. Anche tu asceta, hai commesso l'errore di chi guarda
di notte il volto della luna, sperando di ottenere un corpo altrettanto bello
e splendente."
"Mia signora, Padmadevi, tu sei certamente pari alla luna di notte ma io sono
il sole, di cui la luna non è che un riflesso, perché solo la luce del sole
la rende luminosa.
Ora infiammato dal tuo fascino, sono diventato il sole e sono al cielo salito:
ma come posso continuare ad ardere, se la luna rimane così fredda? Mia signora,
esaudisci il desiderio che ho nel cuore. Non è vero che l'ape cerca il profumo
del fiore di michelia, perché sacrifica la propria vita solo dove c'è un fiore
di malti: ho invocato i nomi e cantato gli inni alla Dea, rinunciando ai piaceri
e nutrendomi d'aria, e questo mi ha permesso di stringere con te un nodo d'amore
che ormai non si può recidere o sciogliere. E poi anche Sita
concesse l'elemosina a Ravana, mentre tu sei tanto crudele che ancora lontano
mi opponi il tuo nero velo. Chi ha l'amore in corpo brucia due volte di più.
Ho intrapreso l'ascesi e ho seppellito il mio stesso corpo e mi sono fatto eremita,
ma il fuoco della pena d'amore continuava ugualmente a bruciare."
" I trucchi che usate voi asceti somigliano al veleno del serpente. E poi, si
sa: l'ape e l'asceta non stanno mai fermi, tanto che nessuno può dire a chi
appartengano. Non restano mai nello stesso posto. Invece bisogna amare solo
chi è fermo in amore. Inoltre non puoi essere asceta se vivi nel regno del sogno
sensuale."
"La pena d'amore non si genera in ogni corpo. Quando nasce però, ti fa bollire
a fuoco lento. Quanto all'ape e all'asceta, non restano fermi perché non trovano
quello che vanno cercando: ma adesso, ho trovato te, che sei la mia vita, il
mio raggio di luna.Il mio animo si è legato a te, che ormai ti sta vicino giorno
e notte. Il mio spirito continua ad unirsi a te da una nascita all'altra, ed
ora che ho formato una coppia finalmente ho raggiunto la mia meta.
Quando uno spirito vive unito ad un altro, ne riceve il sostegno: l'oro e il
fondente, quando bollono insieme e diventano una cosa sola, non si possono più
separare, mia cara tu sei per me la Madre divina, ed io come Padre celeste nell'ascesi
ti ho raggiunta nel regno del sogno.
Gli esseri umani hanno sia fisici istinti che mistiche aspirazioni, concedi
al fuoco del sesso di servire al fine spirituale, condividendo un amore autentico,
offrendo un amore autentico e ricevendo un amore autentico, due amanti imparano
a comprendere la natura divina bevendo il nettare d'amore degli immortali camminando
con Dio. Fortunato è chi trova in amore l'amata e cammina con lei nei passi
della danza divina di conoscenza, amore e saggezza. O mia amata di nero velo
vestita, donna di loto, m'inchino a te nell'abbraccio di luce, cantiamo le lodi
alle divinità tutelari dispensatrici dell'energia di compassione ed amore.