"Sai dov' è quell'ape che beve il nettare del loto? Ahimè, questo loto potrà ritrovare la sua ape? Chi la farà mai incontrare? Chi spegnerà le fiamme del suo corpo?"
Prema la figlia di Nara, era una delle ancelle del palazzo di Padmadevi, che Nara spesso vi si recava a visitarla e conosceva la principessa figlia del re.
Nara l'anziana signora a Padmadevi in confidenza le chiese:
"Ragazza mia, che ti è successo? Hai il colore rosato di un loto, ma il tuo cuore ha preso la tinta dello zafferano, come se avessi una ferita nell'animo. Non sai che qui dove ti tengono, non soffia nemmeno il vento, e perciò nessun'ape potrà mai venire a posarsi?
Allora non avere quest'aria da cerbiatta smarrita, come se avessi visto un leone!"
"Mia cara, saggia Nara, magari fossi stata sbranata da un leone, o fossi rimasta come quando ero bambina! Mi avevano detto, che nel bosco della gioventù è sempre primavera, ma adesso sembra che vi sia entrato un elefante infuriato, che schianta ogni ramo, e io non so più come proteggere questo giardino, credevo che la gioventù fosse tutta gioia e piaceri, e invece porta lo strazio dell'amore lontano: è un dolore insopportabile dentro di me, come onde intrattenibili.
Sono caduta in questo oceano profondo e insondabile; per questo guardo dappertutto, in cerca di chi mi afferri e mi porti a riva."
"Padmadevi, tu sei tanto saggia e avveduta, che nemmeno il mare può paragonarsi a te: ma questo mare che contiene tutti i fiumi che vi sfociano, quando comincia ad agitarsi, non può essere contenuto da nessuna altra cosa. Sebbene il tuo cuore sia ancora un bocciolo di loto, già esiste l'ape che dovrà unirsi con te: ma tu intanto devi afferrare le redini di questo puledro, e non devi permettergli di andare dove vorrebbe! E se invece la tua giovinezza ti pare come un elefante imbizzarrito, impugna il pungolo della saggezza."
"Questa pena d'amore è come un mare infuocato e irrefrenabile, che mi prende in un vortice e mi brucia nel fuoco dell'insostenibile lontananza."
"Ebbene, ragazza, se questo amore è già nato, tienilo stretto alla verità, di modo che il suo peso non ti faccia vacillare l'animo. Dice Muhammed, il poeta: com'è leggera e incostante la gioventù, che fa fare quello che non bisognerebbe mai fare; e invece, com'è felice quella nobile donna che ne ha vergogna, e sa preservare la propria famiglia."
" O Nara, le tue sono sagge parole, risplendono come raggi del sole, ma i frutti dei miei seni, che prima erano nascosti, ormai, si mostrano ad ogni respiro.
Ahimè, se per un incontro d'amore bisogna morire in questo modo, poi non ci sarà più nessuno che ne potrà godere."
"Cara principessa, ricorda, fra la pena d'amore e un fuoco divorante, non c'è nessuna differenza, perché chi tocca le loro fiamme ne viene consumato: però, se per spegnere il fuoco basta circondarlo d'acqua, l'altra è una fiamma che cresce e non si placa mai. Com'è felice l'anima che sopporta queste fiamme e che continua a bruciare senza parlarne con nessuno! Se fra l'uno e l'altro nasce l'amore, alla fine si troveranno vicini."
"Amica mia, come una madre tu sei, ascolta il mio segreto sogno, rivelami il suo significato nascosto. Al tempio del lago, un asceta, cosparso di cenere è privo di vita. Risplende solo della luce di una gemma turchese al collo indossata. Il suo maestro d'infinita compassione dona al discepolo una nuova vita al giovane asceta, mentre io porto alla Devi Sarasvati l'offerta della primavera. Nel sogno sembrava che la luna fosse sorta ad oriente e il sole ad occidente: poi il sole si è mosso per accostarsi alla luna, finchè tutti e due, luna e sole. Si sono uniti. Era come se il giorno e la notte fossero divenuti una cosa soltanto."

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