Le poesie magiche di Michelangelo Rossato


COME FANNO DUE CIVETTE NELLA NOTTE

Anche se non è primavera,
è un’ora tarda della sera.
È un po’ buffo
pensare a te…
Insolito sogno
per uno come me,
dolce pensiero
di viverti già.
La consuetudine
di amare
potrà risorgere?
Sopporto le prediche
di chi insegna bene
e razzola male;
sei tu la ragione di vita,
sarà l’attimo in cui,
i nostri sguardi
si troveranno
(come fanno due civette nella notte)
che io potrò dire:
-“Il mondo è bello”.
Anche se non è primavera,
è un’ora tarda della sera.
La tua ninna nanna risuona
in me.
Sognandoti.
Piccolo regalo
nato dal nulla.
non finirò mai di dirti
che ti voglio bene.

(a qualcuno che verrà, al mio paterno sogno che profuma di latte e infanzia..)



SCROCCHIARSI LE OSSA

Com’è dolce
la vendetta.
Un pasto che viene
servito freddo
da un’esilarante cameriere.
È rilassante
sudare
sotto la frusta e lo sguardo perenne
della tua coscienza.
È così indecente
credere nei propri universi?
È così penoso
stimarsi?
Vendetta,
vendetta, come un ciclone in una stanza.
Vendetta, voglio vendetta ad oltranza.
Vendetta,
vendetta,
come un incubo feroce e lieve,
Vendetta, sono la strega di Biancaneve.
Vendetta,
vendetta,
Ora che la musica
mi fa ballare
non  mi vergogno a dire
che sono la cosa più bella che ho.
Ora che il sonno
mi fa viaggiare
non mi detesto a pensare
che sono la cosa più cara che ho.
Perché l’importante è credere
ai miei valori
e non farmi illudere
da chi non mi ama.
L’importante è far sopravvivere
il mio volere,
e usare l’accetta
per chi non mi accetta.
Dalla sua tana
vendetta,
vendetta,
come un vetro infranto.
Come il mio pianto.
Vendetta o giustizia?
Sono un ugual delizia.
Vendetta,
vendetta,
per chi mi vuole del male.
Vendetta, voglio una ripicca crudele.
Olio bollente
negli occhi della gente.
Non sanno che
l’intolleranza
può uccidere.
Sono indolente
sempre di più.
…
Perchè l’unica
medicina…
…che scaccia
la voglia di fuggire…
…è la vendetta,
vendetta,
forte e violenta.
Vendetta,
vendetta,
come una morte lenta.
Vendetta, voglio una rivalsa indipendente
che uccide i pensieri umilianti
dell’ipocrita gente.
…
Un pensiero improvviso
mi abbatte
come una bestia al macello.
Con chi rimango
se la faccio pagare
a tutti?
….



PIOGGIA DI TEMPERA

La tempesta.
Il lampo è già caduto?
La tempesta si avvicina.
Hai già sentito il tuono?
Il vento ulula
e chiede “perché?”.
Noi stiamo abbracciati qui
in una valle di luce:
e il tuo sorriso,
qui,
illumina la stanza.
E il vento scende dalle finestre
la pioggia arriva fresca
come i tuoi sguardi.
Io non so,
io non conosco,
ma sono sicuro che
la tempesta è qui con me.
Ora che il mondo
ci lascia all’arbitraria
potenza
di un’esaltante frenesia.
Il nostro ciclone
sarà capace di scacciare la tempesta?
Guardalo dalla finestra,
guardalo a stento
e va in cerca di me…



SNOW WHITE IN THE BLACK FOREST

Il buio.
Gli alberi dietro di me
si chiudono come una morsa.
Sono bianco come la neve
le vedi le mie labbra disegnate
rosse come il sangue,
i miei capelli al vento neri
come l’ebano?
La luce. Mi acceca.
Come una bambola di porcellana
dal profilo illuminato
da uno spiraglio di sole e polvere.
Tu li vedi gli alberi,
dolce odore di latte?
Tu le vedi le ombre,
dolce bacio di madre?
Mi doneresti tre gocce del tuo sangue
mi sembra che sia l’unico antidoto
contro l’ipocrisia,
per scacciare le mie
schizofrenie
che infestano la mia ragione.
Vienimi a cercare,
le mie mani tese nel buio
aspettano che tu le afferri.
Ora che
ho fatto la scorta per l’inverno,
ora che
ho ingoiato troppi rospi,
ora che
i miei sortilegi non valgono più.
Ora che
il tempo se ne va
come la pioggia sulla terra.
Ora che
puoi farmi sognare
portami via da questo bosco
ma attenta a non perderti.
Ci sono dei mostri tra le piante
che vogliono mangiarti l’anima.
Io non so
parlare adeguatamente,
il mio grido di aiuto
è così debole
che non lo puoi sentire.
Perché dover morire
fa quasi il solletico.
Non uscire dal sentiero,
segui la mia voce
e intreccia i miei echi.
Voglio sentire le tue mani
fra i miei capelli.
Non posso continuare a reprimere
l’istinto di abbracciarti.
I sette nani
sono andati alla miniera.
Vivere con loro
mi nausea a volte.
A volte ho la necessità di litigare.
Con te, invece, sento l’indole di amare.
Vivere
non mi sembra difficile
quando la tua voce mi accarezza.
Dove sei?
La strega del bosco…
Dove sei?
…sta arrivando…
Dove sei?
…per togliermi il fiato…
Dove sei?
…con un amaro boccone
della sua mela…
Sto vivendo
o morendo
in una favola nera…
Ma accovacciato
tra le radici di una quercia sento il panico angosciante
e l’inquietudine
di perdermi. Di perderti.
Ti prego, cercami e spera
nella mia foresta nera.
Aiutami a non farmi invecchiare.
Uniamo le nostre ali
e voliamo oltre questa selva,
intrico di paranoie e fissazioni
groviglio di intenzioni e gesti dominati,
voglio sentire il calore del sole
sulla mia pelle.
Abbracciami e turbami come nessun altro ha fatto,
stordiscimi e assetami di sensuali utopie.
I miei occhi sono sfiniti,
vogliono vedere il bagliore che ti circonda
arrivare da lontano.
Vorrei vivere per sempre
felice e contento.
Cerco con maniacale ansia
le tue mani calde.
Percepisco un dolce brivido nei tuoi sguardi.
Ti cerco, e ho il terrore di non trovarti. Dove sei?
Prendimi e portami via.



LA NEBBIA MENTRE CAMMINI, PARLI, MANGI, RESPIRI…

È terribile
morire dentro.
Non smetti di versare
struggenti lacrime,
la congenita inquietudine
(la nebbia che ti agguanta a sorpresa)
ti penetra brutalmente;
un’ipertrofica tortura
violenta la mente
…striscianti paranoie
ossessioni ed illusioni
pulsano nelle vene.
Mentre la malinconia
ti scorre nei polsi,
dentro di te senti il vuoto
stuprarti l’anima.
Il tormento ti saccheggia
ti devasta la voglia di vivere,
coltiva l’istinto di annientarsi.
Cos’è peggiore
di diventare succube
del dolore?
Ondeggi tra spinosi raggiri
che ti sferri da solo…
…hai deciso quale punizione infliggerti?
Ti sciogli poco a poco.
Non esisti.
Cammini,
parli,
mangi,
respiri,
ma non esisti.

(un sentimento che non voglio provare, che non voglio far provare a nessuno. Esistono tanti fantasmi, morti dentro. Non voglio diventare uno spettro…)



MIGNON - DAL PROFONDO DELLA NOTTE

Sembra che
il nostro amore ristagna tra le mura
e il suo eco si percepisce.
Sembra che
dopo l’angoscia
ci sia un giardino.
Voglio prendermi cura di te…



LA PADRONA DI CASA

Come puoi non vedere
il terrore che scorre
nei capillari dei miei occhi.
Come puoi non voler vedere
il diamante che ho maturato dentro…
…hai paura che ti abbagli?
Sei una regina di cuori
vanesia fino in fondo
se non vuoi che scappi
dal tuo castello…
Hai fatto germogliare
tu
la foresta che mi imprigiona?
Ho tanto amore da donare
Lasciami sognare…
Dovresti imparare da me…
…comprendere che non sarò per sempre tuo…




IL DOLCE PRINCIPE

Io sono vivo,
in questa landa di sabbia e morte.
Io respiro
anche se l’aria pesa nei polmoni.
Io posso amare.
Posso sentirmi sensuale…
Io posso odiare.
Posso sentirmi anormale…
Un po’ di autostima
nel dire che
mi ritengo superiore alla norma,
un po’ di cattiveria
nel giudicare gli altri
delle serpi.
Toccami, toccami…
Fammi sentire un gatto assonnato.
Baciami, baciami…
Fammi provare il peccato…
Bevi un sorso di latte,
bevi un sorso del mio amore.
Lègami, lègami…
Fammi sentire brutale.
Prendimi, prendimi…
Fammi provare del male.
Entrami, entrami…
Studia le mie forme.
Adorami, adorami…
Lecca la mia fronte.
Amami, amami
fallo dolcemente.
Tentami, tentami…
Ricoprimi di crema e
assaggiami, assaggiami
ovunque.
Sfiorami, sfiorami…
Accarezzami il viso.
Mordimi, mordimi…
Intreccia i miei capelli
di seta e profumati d’incenso alle mandorle
o al muschio bianco.
Pregami, pregami
Fammi sentire un erotico narciso.
Addentami, addentami…
Scivola nei miei occhi.
Perditi nelle mie pupille.
Perditi dentro me.
Donami l’anima,
annullati, cancellati per me…
…era ora.
NATALE 04’ (VORREI SCAPPARE VIA)

Era tutto così perfetto…
come può
l’esistenza
sfuggirmi dalle dita…
…sento ancora il suo calore sulle mani
e l’illusione di vivere ancora.
Come possono poche parole
sfibrarmi il cuore
uccidere la speranza
del mio amore.
Se è per proteggermi questo…
…perché continuo a volermi uccidere?
Se la normalità mi accompagna…
…perché continuo a vagare nella diversità?
Perché rimango aggrappato a paranoie
di un’altra età,
perché rimango afflitto dal peso
della ragione.
perché anche quest’anno
tengo un mazzo di dolori
in mano?
Credevo di aver trovato la medicina
alla mia patologia…
…gli effetti collaterali
si fanno sempre più chiari…
Sto diventando uno spettro
morto dentro.
Mi avevano promesso di proteggermi
dagli inganni del mio tempo,
mi avevano promesso di annullare
le ossessioni che mi invecchiano
velocemente.
Buon Natale,
il peggior augurio che mi potreste fare.
Mi fate del male,
la tortura più atroce che mi potreste scagliare.
Era tutto così realizzato…
come può
l’astinenza
spezzarmi le dita…
…sento ancora il tuo calore sulle mani
e l’illusione di viverti ancora.
Come possono pochi termini
sfinirmi il cuore
annullare il congedo
al mio dolore…
Se è per volermi bene questo…
…perché continuo a logorarmi l’anima?
Se la giovinezza mi accompagna…
…perché continuo ad appassire così?
Se il diavolo possiede la mia anima
…perché mi sento un angelo?
Come posso dimenticare
ciò che mi ha fatto vivere?
Come posso cancellare
chi mia ha ridato la voglia
di parlare?
Con loro riesco a fingere
sorridere
stringere i denti.
Con loro riesco a recitare
come fanno a non notarlo?
Mi dispiace dirlo
ma desidero scappare via
da questa cella di corteccia.
Sono loro i giardinieri
che hanno coltivato la foresta nera
che mi imprigiona.
Vorrei amare chi amo
e odiare chi odio.
vorrei sognare senza confini
vorrei volare
con te
(dolce amore)
e vorrei capire perché
Dio ci ha donato un’ala soltanto.
Aveva paura che i sui angeli più belli
volassero via?



MIGNON REVOLUTION (PRENDIMI L’ANIMA)

Ora che mi trovo
in balia della tuo lineare
sorriso,
mi accorgo che non è amore.
Sei solo la mano
di un angelo
che riesce a farmi volare
quando sono alla mercé
della convenienza.



LA VALSE D’AMÈLIE (ORCHESTRE VERSION)

Riesco a sentirla…
…ero io quello che prima
si crogiolava nel vuoto del silenzio…
Riesco a toccarla
come una musica nell’aria.
Ed ora mi travolge,
come un uragano nell’oceano,
come una nuvola di passioni,
un vento di sentimenti
e melodie di archi…
…la sfioro sulle pareti,
la sento nei miei occhi,
tra i miei capelli
nei miei capelli
la avverto nel mio profumo.
La sento parlare nella mia voce
e cantare tra le mie note.
È lei che balla nel mio
petto,
gioca con le mia labbra.
Danza con i miei piedi.
Eccola,
dolce…
…potente…
…forte…
…impetuosa…
Mi sta portando via
dal nulla…
Adesso voglio vivere.
Cercavo qualche gentile maestro
che mi insegnasse
a godere con il tempo
e non estinguersi
per il domani.
Cerco ancora le sue mani
e dovrei vivere l’attimo
che fugge veloce.
Ma ora che lei è tornata
nessuno più dovrà portarmela via,
ora che l’ho trovata
mi impegno a sfruttarla.
E dovrei pentirmi
per quello che sono?
Ma non mi pento
e non mi dolgo
per il peccato di odiare
coloro che mi fanno male.
Ora
che hanno fermato il tempo
non mi vedo invecchiare.
ora
che hanno soffocato
ogni mio lamento
non sento le lacrime
scoppiarmi nei capillari.
È meraviglioso
ridere con le persone che ami
con chi non ti vuole male.
ho sorriso
con l’anima piena di luce.
È tornata
la voglia di vivere,
grazie per avermi aiutato
con la semplicità.
Siete la mano di un angelo
e non ve ne rendete conto…
Grazie per avermi
fatto uscire
dal buio
della rassegnazione…

(a tutte le persone che mi vogliono bene)



LA VALSE D’AMÈLIE (PIANO VERSION)

E d’un tratto
come un bagliore
ho sentito le paure farsi forti
gradualmente
le paranoie farsi pesanti
e le lacrime uscire a fiotti.
E mi chiedo perché
balzo dall’estasi
al dolore
così improvvisamente?
Mi accorgo che ho tanto amore
da donare
ma fa male portarlo dentro….
(prima o poi lo venderò
al miglior offerente)
Se solo imparassi
ad accettare
la sofferenza,
se riuscissi a recitare
davanti alla rassegnazione
non piangerei così…
…se sapessi ridere davanti alla realtà
(come fanno gli altri),
se sapessi scherzare davanti
all’ingiustizia
(come si comporta la norma),
sarei così triste?
Se solo imparassi
ad uniformarmi
(fingendo),
se riuscissi a non pensare,
scrivere o parlare...
…mi tormenterei
come faccio ora?
Ma sarei me stesso?
Credo di conoscermi
credo di essere io
(quello allo specchio)
ma sto male.
Ma perché sono così?
Vorrei annullarmi
e cancellare tutto di me
e non vivere più
quello che porto dentro.
vorrei essere un pezzo di marmo
ma precipito come acqua
sulle mattonelle di pietra.
Cerco aiuto e non lo trovo
mi sto perdendo di vista…
…sono troppo giovane
per invecchiare così.
Come mai…
…ho paura
Non sento…
…ho paura…
Il calore…
…ho paura…
Delle vostre mani?…
…ho paura…
E d’un tratto
come un tepore
ho ascoltato le angosce farsi forti
saltuariamente
le manie farsi avanti
e il pianto perseguitarmi
e mi chiedo come mai
salto dall’entusiasmo
alla prostrazione
così improvvisamente?
Mi accorgo che ho tanta passione
da regalare
ma mi sfianca tenerlo dentro…
…e amo più di quanto venga amato…



MIGNON - LE PARANOIE COLPISCONO ANCORA

L’indecifrabile imbarazzo
lo intravedi nei miei occhi…
…mi sono accorto
che è triste abbracciare il cuscino.
Il freddo
mi tiene compagnia sotto le coperte…

Streghe e fate, elfi ed elfe