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Gemma in un giorno afoso d'estate stava ammirando un gregge di pecore
intente al pascolo. In particolare guardava una pecora con tre bellissimi
agnellini al fianco, la guardava con invidia perchè purtroppo lei non
avrebbe mai potuto avere figli. Tuttavia desiderava tantissimo diventare
mamma e pensò che se fosse stato possibile avrebbe fatto qualunque sacrificio
pur di averne. A quel punto comparve di fronte a lei quella che sembrava
vagamente una bambina ma aveva la pelle verde, gli occhi verde smeraldo
e sembrava vestita solo di foglie, anzi guardandola meglio Gemma si
accorse che in realtà non portava alcun vestito addosso ma le foglie
sembravano nascere e svilupparsi dal suo stesso corpo: La strana ma
assai graziosa creatura le rivelò di essere una Driade dei boschi (una
delle poche rimaste dai tempi antichi) e le disse che non solo l'avrebbe
resa in grado di generare ma che l'avrebbe anche fatta diventare molto
bella; in cambio però voglio una parte della tua umanità, le disse,
una parte sufficiente a farmi diventare umana, poiché questo è quello
che io desidero di più. E' inutile che tu mi chieda altre spiegazioni
poiché non te ne darò, ma se accetti il patto devi solo toccare quella
pecora che hai così tanto invidiato. Gemma era incerta sul da farsi
ma stranamente cominciò a sentirsi attratta dalla pecora e sentì crescerle
nel cuore un grande affetto per lei, come se fosse un suo carissimo
familiare da molto tempo assente e finalmente ritrovato; alla fine,
incapace di resistere oltre, la abbracciò stretta e cominciò ad accarezzarla
teneramente. Mentre così faceva si accorse che le sue mani cambiavano
forma diventando in breve tempo del tutto simili agli zoccoli anteriori
di una pecora. Assurdamente Gemma non si turbò di questo ma si dispiacque
molto di non poter più carezzare la pecora, non avendo più le mani.
Sarei curiosa di sapere cosa mi hai fatto, chiese Gemma alla Driade,
meravigliandosi di prendere la cosa così tranquillamente. La Driade
le rispose gentilmente: - Tu eri disposta a qualunque sacrificio, ricordi?
Dunque siediti nell'erba e mantieniti serena e tranquilla, poiché avrai
ciò che ti ho promesso. Gemma, sia pur un pò sconcertata, le ubbidì
subito poiché si sentiva stranamente molto docile e sottomessa. La Driade
le tolse i sandali, mentre anche i piedi di Gemma le si stavano mutando
in zoccoli. Poi iniziò a spogliarla, all'inizio cercò di farlo gentilmente
ma poichè non aveva alcuna pratica di vestiti, finì per innervosirsi
e cominciò a strapparglieli semplicemente di dosso facendoli
a pezzi. Gemma la lasciava fare docilmente senza ribellarsi ma senza
neanche tentare di aiutarla nell' impresa, del resto le sarebbe stato
difficile non avendo più le mani. Alla fine le rimase addosso solo qualche
brandello della sua camicia e fu allora che le sue orecchie cambiarono
ed iniziò a spuntarle la coda; curiosamente sentirsi crescere una coda
impressionò Gemma molto di più della metamorfosi di mani e piedi in
zoccoli e fu solo allora che ebbe la sensazione di star diventando un
animale. Intanto il suo corpo continuava a trasformarsi e si era coperto
di lana soffice e bianchissima. Anche la Driade però si stava trasformando,
la sua pelle e i suoi occhi avevano perso il colore verde diventando
entrambi di un bel marrone scuro e le foglie le si erano seccate e le
erano cadute dal corpo. Cosa ti sembro adesso? Chiese a Gemma che le
rispose con una voce che era diventata una via di mezzo tra un belato
ed una voce umana: - Sei molto cambiata, adesso sei nuda, fiera e scura
come una piccola selvaggia e tuttavia mi sembri solo e semplicemente
una bambina. Poi guardandola meglio soggiunse: - No, non solo questo,
tu adesso mi assomigli un pò, cioè, voglio dire, assomigli un pò a me
come io ero prima. Certo, le disse la ex Driade sorridendole e accarezzandola
con tenerezza dopo essere finalmente riuscita a liberarla da quel poco
che restava della sua camicia, io adesso sono un pò tua figlia perchè
sono diventata umana prendendoti una parte della tua umanità; tu invece
sei ora per metà animale e ti puoi considerare un pò figlia della pecora
che hai accarezzato, però non preoccuparti perchè la tua trasformazione
non procederà oltre e tu sarai da ora in poi un grazioso ibrido, una
ragazza-pecora, e potrai accoppiarti senza problemi con un maschio di
una o dell'altra specie e generare agnellini o bambini a seconda del
caso. Però ricordati che se avrai un compagno animale potresti finire
col tempo per comportarti solo come una semplice pecora ed allora perderesti
i ricordi della tua vita precedente e con essi anche la parola. Ma,
sia come sia, ne troverò poi uno, umano o animale, che mi accetti e
mi ami così come sono? Pensò Gemma un pò preoccupata, però fortunatamente
la sua natura, ora per metà animale, non le permetteva di preoccuparsi
molto a lungo così si concentrò invece nell'impresa di alzarsi e reggersi
sulle sue nuove quattro zampe e riuscitaci infine con un pò di sforzo
e di pratica andò a brucare l'invitante erba del prato. Finito il pasto
andò ad ammirarsi nel vicino ruscello, sono proprio bella, concluse
dopo un attento esame del suo nuovo corpo e per l'entusiasmo emise un
forte belato forse somiglio più a una pecora che a una ragazza ma ad
ogni modo non si può certo dire che io sia un tipo ordinario! Un maschio
di una delle due specie a cui io possa piacere dovrei pur trovarlo...