Le streghe e Delfina per magia

Le streghe con la loro magia, stregonerie e incantesimi trasformano Anna in una sirenetta

Le streghe, dopo averla rapita, con un incantesimo avevano reso Anna mite e gentile e sopratutto docile come una pecorella, così la ragazza le era totalmente sottomessa e si sforzava di compiacerle in ogni cosa.
Un giorno bruscamente le ordinarono di togliersi tutti i vestiti, tanto non ne avrai mai più bisogno, aggiunsero.
Anna arrossì, però mite e obbediente com'era diventata, pur riluttante si spogliò lo stesso e quando fu completamente nuda le streghe sottoposero il suo corpo tremante di paura e di vergogna ad una serie di complicati esami con strani e inquietanti strumenti e infine, soddisfatte dal risultato, le fecero bere un filtro magico e le imposero un nuove nome: Delfina.
La strega più giovane che era un pò più gentile delle altre le spiegò, credendo di consolarla, che presto non avrebbe più potuto provare vergogna della sua nudità, perchè in breve tempo non sarebbe stata più umana, infatti il suo corpo era adattissimo alla metamorfosi e lei si sarebbe certo animalizzata entro un mese soltanto.
Poi la prese per mano e la portò in una grande sala dove c'era una specie di piscina.
C'era poca luce ma non appena gli occhi di Delfina si furono abituati alla penombra riuscì a vedere degli esseri che presto si affollarono intorno a lei.
Ce n'erano 8 e tutte sembravano ragazze... o almeno femmine; avevano dei corpi snelli e sottili molto graziosi a vedersi ma la loro pelle era verde e i loro seni piccoli e perfetti di un verde ancor più scuro.
I loro nasi erano un poco appiattiti, le narici ampie, su entrambi i lati delle loro bocche vi erano le branchie che si aprivano e chiudevano regolarmente quando erano in acqua.
Tuttavia dovevano essere anfibie poichè sembravano star bene anche all'asciutto.
Avevano degli occhi grandi e bellissimi, simili a liquidi smeraldi, lo sguardo sembrava intelligente, intenso e espressivo ma tuttavia quando Delfina tentò di parlare loro esse le risposero solo con strani versi, vagamente simili a quelle delle foche anche se armonici e musicali, non dando però alcun segno di comprendere quello che lei le diceva.
Una in particolare, la più giovane e bella, mostrò molto interesse alle sue parole, la ascoltava con grande attenzione emettendo solo dei versetti ogni tanto e dalla sua espressione intenta sembrava sforzarsi moltissimo di capire, poi però improvvisamente la fissò attonita a bocca aperta e scoppiò a piangere.
Il suo bel corpo snello era scosso dai singhiozzi, allora Delfina la prese tra le braccia per consolarla, in quel momento sembrava solo una bambina che si fosse resa conto improvvisamente di aver perso per sempre un amato giocattolo; la strega le spiegò che la sua trasformazione non si era ancora del tutto conclusa e quindi le era rimasta ancora un pochino di umanità, le passerà presto, soggiunse e allora sarà felice.
Delfina, mentre la accarezzava, osservò attentamente il suo corpo e quello delle altre: avevano tutte dei capelli lunghissimi e lisci di varie tonalità di un verde acido.
Non avevano arti inferiori, bensì quelle che sembravano lunghe e sinuose code di foche o di pescecani o di delfini.
I loro sguardi erano miti e innocenti, alcune di esse la guardarono con grandi sorrisi, sembravano affascinate dal suo corpo umano e tentarono anche timidamente di toccarla ma lei subito si ritrasse e non insistettero.
Diverrò come loro? Chiese Delfina alla strega.
Certo, lei le rispose, ma non ti devi preoccupare perchè secondo il risultato degli esami per te il cambiamento sarà graduale e piacevole, a poco a poco perderai la parola e la capacità di comprendere il linguaggio, poi mentre il tuo corpo si trasformerà rapidamente proverai sensazioni intense e bellissime, ti consumerai nell'estasi della metamorfosi rinascendo infine come un semplice e grazioso animale, proprio come loro.
Manterrai però una certa intelligenza che ti permetterà di apprezzare i vantaggi della tua nuova vita.
Nei giorni che seguirono osservando il comportamento delle sue compagne Delfina capì cosa la strega intendesse, erano tutte molto allegre e affettuose e passavano il tempo a giocare comportandosi a volte come vivaci bambine, a volte come semplici animali pieni di vita.
Amavano pure molto fare lotte scherzose fra di loro ed anche toccarsi e accarezzarsi a vicenda ma senza alcuna malizia, erano solo manifestazioni d'esuberanza e d'affetto, di più quei loro graziosi corpi ibridi non sembravano in grado di provare.
Essendosi resa conto di questo Delfina si unì presto ai loro giochi senza provare più alcuna vergogna del suo corpo ancora umano.
Allora qualcosa iniziò a cambiare in lei, le sue parole divennero gradualmente solo dei versi ed una mattina dopo una notte piena di strani sogni inquietanti Delfina si svegliò di soprassalto e si accorse di non essere più in grado di parlare.
Però i suoni che la sua gola poteva ora emettere al posto delle parole erano tutti rochi e sgraziati e dovette sforzarsi un bel pò a imitare quelli delle sue compagne per eguagliarne la musicale armonia.
Alla fine i suoi versi diventarono belli e melodiosi come quelli delle sue compagne, certo si rendeva conto che non avevano significato alcuno ma tuttavia proprio per questo le piacevano tanto e lei li emetteva spesso per il puro piacere di farlo e perchè così si sentiva più simile a loro.
Curiosamente proprio adesso che lei aveva perso del tutto la parola la giovane strega invece le parlava sempre più spesso ma Delfina ogni volta doveva sforzarsi sempre di più per comprendere il significato dei suoi discorsi perchè stava disimparando pian piano anche il significato stesso delle parole, questo sforzo frustrante la stancava terribilmente, così un giorno fece un bel sorriso alla strega e non si sforzò più.
La strega capì e le disse: "Mia cara Delfina, sarai presto un bellissimo animale, vedrai!" La carezzò e le sorrise, il principe pagherà molto per te, aggiunse compiaciuta.
Delfina naturalmente non capì ma rispose lo stesso al sorriso e chinò il capo emettendo dei versi melodiosi perchè voleva essere ancora accarezzata.
Alla fine, grata, leccò affettuosamente la mano della strega.
Allora tutto il suo corpo prese a vibrare di piacere e lei provò sensazioni intense e dolcissime mentre la sua pelle diventava verde e le sue gambe si univano in una coda come di delfino.
La trasformazione fu rapida e bellissima, Delfina si fece snella e flessibile come uno stelo di loto, i suoi seni e le sue membra diventarono di deliziosa bellezza, i suoi occhi si fecero liquido smeraldo.
Poi diventò innocente.
Odio, cattiveria, invidia e disperazione sparirono per incanto dalla sua mente, diventò semplice e pura come un fiore.
Anche la strega guardandola ne fu ammirata e parlando a sé stessa compiaciuta si disse che l'opera era ora meravigliosa e perfetta.
Delfina si guardò e si piacque, il suo ultimo pensiero fu di essere appena nata e si sentì molto felice.
L'indomani lei e le sue compagne furono portate al parco del principe e messe in un bel laghetto artificiale dove nuotavano anche delle oche e dei candidi cigni.
Delfina che era la più bella divenne la principale attrazzione della corte, fu coccolata e vezzeggiata da tutti, visse felice e senza pensieri (poiché non poteva averne) non si innamorò mai del principe (poiché non poteva innamorarsi) e quando si dimenticò anche di essere stata umana fu finalmente solo un bellissimo animale.

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